sabato 18 dicembre 2021

LA GIUSTIZIA SOCIALE ATTRAVERSO LE PAROLE .

 LA GIUSTIZIA SOCIALE ATTRAVERSO LE PAROLE‭ ‬.


PRESENTAZIONE‭ ‬.

LA MIA BIOGRAFIA‭ ‬.


Giovanni Maffeo‭ ‬.‭ ‬in arte‭ ‬-‭ ‬Poetanarratore‭ ‬.


Nasco in un paese dell'entroterra Irpina‭ ‬,‭ ‬Salza Irpina‭ ‬-in provincia‭ ‬.‭ ‬di Avellino‭ ‬,TRA COLLI E MARE‭ ‬,comincia la mia dedizione per la poesia‭ ‬.Da fanciullo ero attratto dall'immagine della madonna‭ ‬.‭ ‬La madonna detta‭ ‬,‭ ‬delle grazie‭ ‬.Patrona del mio paese di nascita‭ ‬.Nel tragitto‭  ‬tra la casa di campagna e il mio paese su una strada sdrucciola percorrevo l'andata e il ritorno‭ ‬,‭ ‬a metà del percorso trovavo la chiesetta della madonna incoronata e da buon cattolico gli declamavo le preghiere‭ ‬.


Nel tempo‭ ‬,all'età della ragione‭ ‬,colsi il pensiero della mia madonna‭ ‬:‭ ‬credo che nel tempo fu lei a dare dedizione per la poesia‭ ‬.

E dunque‭ ‬,la mia poesia nasce a tarda età‭ ‬,‭ ‬all'età di‭ ‬45‭ ‬anni‭ ‬.Questa passione mi fu ispirata da un mio studio di genealogia sulla mia antica famiglia Maffeo‭  ‬nobili Maffei che durò un decennio‭ ‬,poi seguii con la lirica.‭ 


Dunque con sacrificio e tanta volontà sfidai la letteratura ove oggi mi posso permettere di scrivere racconti e romanzi‭ ‬.

Le mie pubblicazioni per la maggior parte sono pubblicate su siti letterari‭ ‬,su molti blog‭ ‬,su i social‭  ‬e altri loghi‭ ‬.


Pur avere pubblicato su diverse antologie‭ ‬,‭ ‬pubblico solo ed esclusivamente nell'area di internet‭ ‬.‭ 

La mia posizione dunque è e resta come autodidatta ove l'impegno e l'audacia‭  ‬è tutta farina del mio sacco.‭ ‬Oggi anni‭ ‬2018‭ ‬,sono soddisfatto del traguardo raggiunto‭ ‬,del mio grande poema‭ ‬-LA SCALA NATURALE DELLA MIA VITA‭ ‬-‭ ‬Le tantissime poesie‭ ‬,‭ ‬i tanti romanzi e racconti‭ ‬,tutto all'attenzione del lettore‭ ‬,della gratuita lettura che trovate su internet.‭ 

Giovanni Maffeo Poetanarratore‭ ‬.


PS.‭ ‬Mi reputo un poeta folle‭ ‬,chiamato da molti‭  ‬anche come il poeta dell'amore‭ ‬.


PREMESSA‭ ‬.


Premetto che non sono un giurista ma un semplice autodidatta che osserva e espone il proprio pensiero dando un senso logico al tema giustizia e le conseguenze sociali ove la parola assembla il concetto‭ ‬.Ove la libertà di opinione si espande già nelle prime ere arcaiche dei primi fautori della saggezza e della democrazia‭ ‬.Questo fa si che nei tempi e nel tempo si forma sempre più una concreta uguaglianza di diritto sia nel libero arbitrio e nella libertà di opinione‭ ‬.



‭(‬Il credente giustificato vive solo per Dio...

I liberati dal peccato,‭ ‬gli uomini sono diventati servi della giustizia‭ (‬Romani‭ ‬6,‭ ‬18‭)


COME SOLITO UNA MIA POESIA‭ ‬.


Dio è nella pioggia.


È nel crepuscolo d’una lacrima

nel baratro dell’oblio,

nell’usurpatore che annienta ogni ideale

nell’essenza di chi spera‭ ‬.


È negli occhi d’un bambino‭ !

Nel respiro di una fanciulla innamorata,

in una mamma che dà il cibo ai suoi figli

e dalla sua bocca se lo toglie.


È nell’aria delle mille essenze‭ 

tra i giardini e le sue corolle,

nel sole‭ ‬,la sua luce‭ …

fa nascere la gemma e ci dà vita.


Dio è nella pioggia‭ !

È in ogni particella d’ogni atomo‭ ‬,

in ogni cellula di ogni organismo

che si nutre e canta ove dal fiore nasce la vita‭ ‬.


È in ogni caos di una anarchia folle‭ ‬,

la ribellione e il suo fardello...

la resa‭ ‬,l’inizio di un nuovo giorno,

la via che porta agli opposti fremiti‭ ‬.


È nella tempesta che punisce il male

sulla terra arida di chi non crede‭ ‬,

nell‘universo il suo paradiso‭ 

sul nostro pianeta il punto luminoso.


È nel pascolo dei desideri‭ 

dell’ingenuità di una mente pura‭ ‬,

nelle note di una musica soave‭ 

si allieta felice nell’anima sincera.


È sul‭  ‬palcoscenico del tempo

dove s’indossa la vera maschera‭ ‬,

il poeta la narra è la sua trionfale storia‭ …

come una romanza la racconta e la fa bella‭ ‬.


È nella tragedia dei dannati

nella sofferenza dei malati,

con occhi aperti sono al buio‭ 

in lacrime dà emozioni scendono.

È nel tragitto della storia‭ !

In una rossa rosa simbolo dell’amore‭ ‬,

nella forza del destino‭ ‬,è in tutti noi.

È nell’inizio di un mondo nuovo.


Giovanni Maffeo Poetanarratore‭ ‬.



LA GIUSTIZIA‭ ‬.


La giustizia è l'ordine virtuoso dei rapporti umani in funzione del riconoscimento e del trattamento istituzionale dei comportamenti di una persona o di più persone coniugate in una determinata azione secondo la legge o contro la legge.‭ ‬Per l'esercizio della giustizia deve esistere un codice che classifica i comportamenti non ammessi in una certa comunità umana,‭ ‬e una struttura giudicante che traduca il dettame della legge in una conseguente azione giudiziaria.


Al di là dell'azione giudiziaria istituzionalizzata,‭ ‬che opera con una giustizia impositiva e codificata,‭ ‬esiste un senso della giustizia,‭ ‬definito talvolta naturale in quanto ritenuto innato,‭ ‬che impegna ogni singolo individuo a tenere nei confronti dei propri simili o gruppi,‭ ‬in situazioni ordinarie o straordinarie di usare criteri di giudizio,‭ ‬e di conseguente comportamento,‭ ‬rispondenti a giustizia nel senso di onestà,‭ ‬correttezza e non lesività del prossimo.‭ ‬È in questo senso che la giustizia diventa una virtù morale,‭ ‬quindi privata e non codificata e istituzionalizzata,‭ ‬che è però di enorme portata assiologica,‭ ‬in base alla quale si osservano regole comportamentali che riguardano sé e gli altri nei doveri e nelle aspettative.


La giustizia,‭ ‬per sé,‭ ‬per gli altri e per chiunque,‭ ‬si traduce comunque in un dovere e in un diritto che coinvolge chiunque appartenga a una certa comunità,‭ ‬in senso riduttivo,‭ ‬e ogni persona umana in generale,‭ ‬in senso estensivo.‭ ‬La giustizia è la costante e perpetua volontà,‭ ‬tradotta in azione,‭ ‬di riconoscere a ciascuno ciò che gli è dovuto‭; ‬questo è l'ufficio,‭ ‬deontologico e inviolabile,‭ ‬che il magistrato preposto deve porre in atto nei luoghi deputati a rendere giustizia:‭ ‬i tribunali.‭ ‬La giustizia,‭ ‬che è messa in atto sempre come volontà del popolo,‭ ‬è anche azione repressiva,‭ ‬potere legittimo di tutelare i diritti di tutti,‭ ‬quindi rendere a ognuno,‭ ‬nelle circostanze riconosciute,‭ ‬di accordare giustizia ascoltando richieste per essa e in nome di essa accordando ciò che è giusto quando è dovuto e a chi è dovuto.


La negazione della giustizia,‭ ‬ovvero la mancata applicazione dei criteri di giustizia,‭ ‬è l'ingiustizia,‭ ‬con diversi gradi di gravità della sua realizzazione a danno di una o più persone.


La parola deriva dal latino iustus,‭ ‬che significa giusto.


Definizioni e vari attributi.


Giustizia commutativa:‭ ‬regola i rapporti dei singoli tra due persone.

Giustizia distributiva o legale:‭ ‬regola i rapporti tra la società e i suoi membri.

Giustizia vendicativa o punitiva:‭ ‬regola l'esercizio del potere giudiziario.


Giustizia amministrativa:‭ ‬è,‭ ‬in senso lato,‭ ‬quel complesso di istituti mediante i quali viene assicurata la difesa delle persone fisiche e degli enti pubblici a privati contro l'azione illegittima della pubblica amministrazione.‭ ‬Organi della giustizia amministrativa sono:‭ ‬il Consiglio di stato e il Tribunale Amministrativo Regionale‭ (‬T.A.R.‭) ‬che dal‭ ‬10‭ ‬febbraio‭ ‬1953‭ ‬legge n.‭ ‬62‭ ‬ha preso il posto della Giunta provinciale amministrativa.


Giustizia sociale:‭ ‬è l'esigenza di sopprimere la miseria,‭ ‬la disuguaglianza,‭ ‬lo sfruttamento,‭ ‬l'oppressione dei lavoratori o della povera gente tramite un programma politico di attuazione di riforme particolari dell'economia e in generale della società.

Giustizia della pubblica onestà‭ (‬voce antica‭)‬:‭ ‬impedimento matrimoniale fra un coniuge e i consanguinei di un altro coniuge.


Congregazione dei Bianchi della Giustizia:‭ ‬antica confraternita di Napoli,‭ ‬istituita per il conforto e l'assistenza dei condannati a morte.

Giustizia e Libertà:‭ ‬organizzazione clandestina antifascista,‭ ‬fondata in Francia nel‭ ‬1929,‭ ‬da cui originò il Partito d'Azione nel‭ ‬1942.‭ ‬Ebbe come esponente Carlo Rosselli,‭ ‬uomo politico di grande personalità intellettuale,‭ ‬assassinato nel‭ ‬1937.Numero di giustizia:‭ ‬è il cinque,‭ ‬a metà esatta tra lo zero e il dieci.‭ ‬Giustizia sommaria.‭ ‬giustizia senza giusto processo.


Nella filosofia.


Piero del Pollaiolo,‭ ‬Giustizia‭ (‬1470‭)

Nel mondo greco-romano il concetto di giustizia ha il fondamento non nell'uomo,‭ ‬ma nella realtà naturale,‭ ‬come principio materiale o come principio ideale.‭ ‬Da concetto della necessità che mantiene ogni cosa nel proprio ordine e nel proprio corso,‭ ‬la giustizia passa a significare un principio naturale di coordinazione e di armonia nei rapporti umani.


I Pitagorici intesero la giustizia come il riflesso nella morale e nella politica dell'armonia del cosmo e la espressero simbolicamente nei numeri.‭ ‬La giustizia era rappresentata dal moltiplicarsi di un numero positivo maggiore di zero per sé stesso,‭ ‬cioè di un numero quadrato,‭ ‬a significare lo stesso valore dell'azione e della reazione conseguente‭; ‬è quello che Dante chiama contrappasso.

Per Platone la giustizia è l'armonia tra le facoltà dell'anima e anche tra le classi di cittadini,‭ ‬in quanto assegna ad ogni facoltà oppure ad ogni classe sociale quello che a ciascuno spetta,‭ ‬come attuazione del proprio compito‭ (‬ta autou prattein‭)‬.


Aristotele amplia e corregge l'idea pitagorica dell'uguaglianza:‭ ‬la giustizia partecipa dell'essenza della virtù e dovrebbe rappresentare il giusto mezzo tra un difetto e un eccesso.‭ ‬Nel libro V dell'Etica Nicomachea Aristotele però contrappone alla giustizia l'ingiustizia.‭ ‬Ciò si spiega pensando alla giustizia come virtù particolare e il concetto di medietà è riferito a due quantità estreme che sono il troppo e il troppo poco nell'assegnazione degli onori e beni pubblici o nello scambio privato dei beni.‭ 


Perciò il mezzo della giustizia in senso stretto corrisponde all'eguale,‭ ‬e non è come per Pitagora in una quantità fissa,‭ ‬ma variabile.‭ ‬Non si tratta di dare a tutti in modo uguale,‭ ‬ma di dare a ciascuno il proprio.‭ ‬Si fa risalire ad Aristotele la distinzione tra giustizia distributiva e giustizia commutativa‭; ‬la prima regola i rapporti pubblici‭ (‬distribuzione di onori e pubbliche ricchezze‭)‬,‭ ‬l'altra i rapporti privati‭ (‬scambio di cose‭)‬.


Nel mondo romano viene conservato il significato naturalistico della giustizia,‭ ‬ma è posto in maggiore rilievo l'aspetto soggettivo della medesima.‭ ‬Cicerone nel De inventione scrive:‭ ‬Iustitia est habitus animi,‭ ‬communi utilitate conservata,‭ ‬suam cuique tribuens dignitatem‭ (‬la giustizia è uno stato morale,‭ ‬osservata per l'utilità comune,‭ ‬che attribuisce a ciascuno la sua dignità‭)‬.‭ 


Ulpiano traduce la definizione di Cicerone in termini romani e a favore del giurista.‭ ‬Iustitia est constans et perpetua voluntas ius suum cuique tribuendi‭ (‬la giustizia è la costante e perpetua volontà di riconoscere a ciascuno il proprio diritto‭)‬.‭ ‬L'habitus animi si trasforma nella constans et perpetua voluntas‭; ‬la dignitas nello ius.‭ ‬La giustizia è come una virtù attiva‭; ‬non è solo scienza o ratio che segue la natura,‭ ‬ma è arte e voluntas.


Con il cristianesimo la giustizia si pone in rapporto alla nuova realtà divina.‭ ‬Il fondamento della giustizia non è più cercato nella natura,‭ ‬ma nella volontà di Dio.‭ ‬Quod Deus vult ipsa iustitia est‭ (‬ciò che Dio vuole è la stessa giustizia‭)‬,‭ ‬dice Sant'Agostino.‭ ‬Ma non basta la conoscenza di ciò che è giusto per operare giustamente:‭ ‬occorre la libera e attiva partecipazione e il sostegno dalla grazia divina.‭ ‬La giustizia diventa virtù morale e individuale.‭ ‬Per altre notizie vedi la sezione.

La Scolastica intese associare gli elementi idealistici e volontaristici alla concezione aristotelica.‭ ‬Per San Tommaso d'Aquino la giustizia è la ragione stessa di Dio che governa il mondo.‭ ‬La volontà non determinata da ragione è arbitrio‭; ‬la legalità può non essere la giustizia.‭ 


Il medium iustitiae che per Aristotele è un rapporto di proporzioni tra due esseri diversi,‭ ‬per San Tommaso è un'eguaglianza proporzionale tra la cosa esterna che dobbiamo e la persona esterna a cui dobbiamo la cosa.‭ ‬L'uomo in rapporto con Dio non può essere veramente giusto,‭ ‬perché non può corrispondere l'aequale ossia tanto quanto gli deve‭; ‬e San Tommaso dirà che la religione‭ (‬pietas‭) ‬è virtù che si unisce alla giustizia,‭ ‬come le sono annesse le virtù morali che non ammettono il contraccambio.


Bacone e Cartesio derivavano la nozione di giustizia dal senso o dalla ragione.‭ ‬La concezione empirica della giustizia culmina nel saggio sulla giustizia di David Hume.‭ ‬L'idea della giustizia deriva dall'esperienza psicologica dell'uomo,‭ ‬che è né del tutto egoista,‭ ‬né del tutto altruista.‭ ‬Non potendo vivere nell'abbondanza di ogni cosa,‭ ‬né nell'estrema penuria,‭ ‬l'uomo stabilisce la proprietà privata e si associa con gli altri uomini.‭ ‬Da qui,‭ ‬solo per utilità e necessità,‭ ‬deriva la necessità di norme di giustizia che garantiscano l'esistenza individuale e la vita in comune.


Leibniz approfondisce ancora la concezione razionalistica della giustizia.‭ ‬Fondata su considerazioni di utilità e di convenienza sociale,‭ ‬è la forma imperfetta della giustizia eterna.‭ ‬La suprema giustizia è charitas sapientis,‭ ‬e s'identifica con la pietas.

I giusnaturalisti della scuola di Grozio cercano di adattare l'empirismo e il razionalismo alle esigenze della vita giuridica e politica.‭ ‬La giustizia civile si origina da un patto di rinunzia totale o parziale alla giustizia naturale,‭ ‬diretto a garantire il miglior godimento degli inviolabili diritti naturali.


Kant ne diventa arbitro e supera queste dottrine.‭ ‬Il concetto della giustizia è il risultato di elementi empirici e razionali unificati dall'attività formale e sintetica della coscienza.‭ ‬La giustizia è anche un'idea della ragione pratica:‭ ‬gli esseri devono coesistere tra loro secondo una legge universale di ragione attuata in modo coattivo.‭ ‬È il compimento del cosiddetto processo di soggettivazione della giustizia,‭ ‬iniziato da Cartesio,‭ ‬continuato da Leibniz e dai giusnaturalisti.‭ ‬Alla concezione aristotelica naturalistica della giustizia come eguaglianza,‭ ‬si contrappone il concetto di giustizia come libertà,‭ ‬di cui l'eguaglianza è il limite oggettivo,‭ ‬formale.


L'idealismo di Hegel applica alla determinazione del concetto di giustizia il processo dialettico per cui la giustizia,‭ ‬e lo spirito che la produce,‭ ‬non è,‭ ‬ma diviene risolvendo progressivamente in sé il suo contrario.‭ ‬La storicità è condizione di esistenza dell'idea del giusto e questa non può esistere se non nelle forme del relativo e del concreto.


Per Hegel la giustizia è libertà,‭ ‬ma non esclude la necessità e la naturalità.‭ ‬La giustizia eterna,‭ ‬oggettiva,‭ ‬non è rivelazione di Dio o della natura,‭ ‬ma un prodotto dello spirito che ha superato nel suo incessante divenire il momento della naturalità e la sua stessa soggettività per vivere l'idea del giusto nella sua concretezza e nella sua universalità.


Il positivismo di Auguste Comte,‭ ‬di Herbert Spencer,‭ ‬di Roberto Ardigò reagisce alle concezioni metafisiche e idealistiche della giustizia,‭ ‬ne cerca il fondamento nella biologia e nella sociologia.‭ ‬Spencer considera la giustizia l'etica della vita sociale,‭ ‬cioè un fatto naturale,‭ ‬sottoposto alla legge della causalità universale e dell'evoluzione.‭ 


Le leggi della vita di associazione si convertono nella legge di retribuzione,‭ ‬secondo cui ogni individuo deve raccogliere i vantaggi e i danni della sua natura e della sua condotta.‭ ‬Ciò garantisce il progresso della specie,‭ ‬in quanto gl'individui meglio dotati sopravvivono.‭ ‬Se la giustizia è retribuzione,‭ ‬la libertà ne costituisce l'elemento essenziale,‭ ‬perché l'individuo ha il diritto naturale di non essere ostacolato nel suo agire e nel godimento dei risultati del suo agire,‭ ‬rispettando lo stesso diritto negli altri.‭ ‬La giustizia spenceriana non è dedotta,‭ ‬come in Kant,‭ ‬da postulati metafisici,‭ ‬ma è il risultato dell'adattamento biologico e sociale.


Contro questo concetto di giustizia,‭ ‬da cui è bandita la spiritualità,‭ ‬vi fu una reazione nel senso di un ritorno a Kant,‭ ‬oppure a un nuovo idealismo.‭ ‬Nella religione Presso i greci e gli antichi ebrei

Il termine greco per giustizia è dikaiosyne mentre il giusto è dikaios.‭ ‬Derivano dal sostantivo dike che significava in origine colei che indica,‭ ‬che indirizza e quindi direttiva,‭ ‬indicazione,‭ ‬ordine.‭ ‬A differenza della nomos,‭ ‬la legge cui sono sottomessi gli animali‭ (‬di divorarsi‭)‬,‭ ‬dike è stata data all'uomo per sviluppare ordinatamente la propria esistenza.‭ ‬È l'opposto della bie,‭ ‬la violenza,‭ ‬la potenza distruttrice.‭ ‬Il dikaios,‭ ‬il giusto,‭ ‬è colui che si comporta in modo conforme alla parte della società in cui vive e compie il suo dovere verso gli dei e verso i suoi simili.‭ 


Dikaia zoe è la maniera di vivere civilmente contrapposta alla hybris e all'inciviltà,‭ ‬alla vita disordinata dei barbari.Nella mitologia Astrea o Dike è la figlia di Giove e di Temi,‭ ‬custode delle leggi e protettrice dei tribunali‭; ‬durante l'età dell'oro discese sulla terra‭; ‬ma,‭ ‬sopraggiunta l'età del bronzo,‭ ‬per la malvagità degli uomini,‭ ‬fu costretta a ritornare in cielo.‭ ‬Viene rappresentata come una donna che regge la spada e la bilancia,‭ ‬e anche oggi questa è la rappresentazione simbolica più comune della giustizia.


Nel Vecchio Testamento l'idea della giustizia non si basa sulla corrispondenza di leggi e di comportamenti più o meno conformi ad una norma,‭ ‬ma sulla corrispondenza in una relazione o patto tra due parti.‭ ‬La giustizia di Dio si rivela nella maniera di operare verso il popolo con cui ha stretto un patto.‭ ‬Opera fino dai tempi più antichi dell'ebraismo.‭ ‬Della giustizia personale si parla poco:‭ ‬l'importante è rimanere nella giustizia che Dio ha dimostrato al suo popolo.‭ ‬Giustizia non è nemmeno la punizione.‭ 


Il giusto è solo dichiarato giusto e il colpevole è dichiarato colpevole.‭ ‬Anche la giustizia umana è un rapporto tra persone.‭ ‬Dal tempo dell'esilio la legge diventa l'abito in cui si partecipa alla giustizia di Dio.‭ ‬Dio solo può dire che un uomo è giusto‭; ‬di fronte a Dio non ha valore la propria giustizia‭; ‬in tempi più vicini anche la bontà e la grazia vengono accostati al giudizio di Dio.‭ ‬Per il giudaismo rabbinico la giustizia è l'armonia con la legge‭ (‬passione per l'ubbidienza e accumulo di meriti‭)‬.‭ ‬La fede di Mosè bastò da sola a dividere il mare‭; ‬nessuno può essere giusto se non ha la grazia,‭ ‬neppure i Padri antichi.‭ ‬I mediocri hanno dalla parte loro il merito e lo sforzo fatto per essere giusti.‭ ‬Nella comunità di Qumram si adduceva:‭ ‬Presso Dio sta la mia giustificazione.


Nei Vangeli.


Il concetto di giustizia è alla base del Vangelo di Matteo.‭ ‬Il Battista è venuto per la via della giustizia‭ (‬21,‭ ‬32‭)‬.‭ ‬Gesù si sottopone al battesimo di Giovanni perché sia adempiuta ogni giustizia‭ ‬3,‭ ‬15‭)‬.‭ ‬Sono beati coloro che hanno fame e sete di giustizia‭ (‬5,6‭)‬,‭ ‬cioè tutti coloro che aspirano alla giustificazione che viene da Dio.‭ 


I farisei e gli scribi che credevano di essere sulla via della giustizia,‭ ‬sono condannati da Gesù perché essi non la ritenevano un dono della libera grazia di Dio e quindi non volevano sottoporsi al battesimo di Giovanni.‭ ‬Da qui il loro mormorare perché Dio chiama gratuitamente a volte senza tener conto dei meriti.‭ 


Preoccupati di distinguersi dagli ingiusti,‭ ‬scribi e farisei separavano il mondo tra buoni e cattivi,‭ ‬non ammettendo che la decisione ultima è riservata al giudizio di Dio.‭ ‬Ma Gesù afferma:‭ ‬Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei,‭ ‬non entrerete nel regno dei cieli‭ (‬5,‭ ‬20‭) ‬...‭ ‬Dio fa piovere sui giusti e sugli ingiusti‭ (‬5,‭ ‬44‭) ‬...‭ ‬Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia‭ (‬6,‭ ‬33‭)‬.


L'evangelista Luca fa apparire il cristianesimo come prosecuzione legittima del giudaismo‭ (‬religione ammessa dai romani‭)‬.‭ ‬Riporta i nomi dei giudei osservanti della legge‭ (‬Zaccaria,‭ ‬Elisabetta,‭ ‬Simeone,‭ ‬Giuseppe d'Arimatea‭) ‬e anche il centurione romano Cornelio chiamato aner dikaios‭ (‬At‭ ‬10,‭ ‬22.35‭)‬.‭ ‬La speranza di giudei nel ritorno di Elia prepara la strada al Vangelo e Gesù riconosce l'Elia che ritorna in Giovanni Battista,‭ ‬dal quale si fanno battezzare i peccatori per riconoscere la giustizia di Dio.‭ ‬I farisei e gli scribi invece ingannano se stessi e si esibiscono come giusti davanti agli uomini.‭ 


Ci sarà più gioia in cielo per un peccatore convertito che per novantanove giusti‭ (‬15,‭ ‬7‭)‬:‭ ‬è la possibilità di una nuova vita per gli uomini perduti,‭ ‬avvolti nel peccato,‭ ‬gli esclusi anche dal punto di vista sociale e religioso.‭ ‬Gesù è il giusto per eccellenza e Dio lo risuscita prima che avvenga la resurrezione di tutti i giusti e degli ingiusti e lo investe del potere di giudicare tutti i popoli con giustizia.


In Giovanni‭ (‬16,‭ ‬10‭) ‬il mondo non trova la giustizia in sé stesso e nemmeno nel più degno degli uomini:‭ ‬ma la giustizia proviene dal Padre e si trova presso di lui.‭ ‬Gesù si è separato dai discepoli perché essi non si illudessero con speranze terrene,‭ ‬ma sperassero unicamente nel Padre e nel Figlio,‭ ‬che sono una cosa sola.


In San Paolo.


Per San Paolo l'opera divina e la giustizia divina si realizzano nonostante il peccato degli uomini e degli israeliti.‭ ‬Sorge così un nuovo popolo di Dio malgrado la maledizione del peccato.‭ ‬La parusia porterà il giudizio che giustifica‭ (‬dikaiosis‭)‬,‭ ‬la dichiarazione che proclama giusta la nuova umanità‭ (‬dìkaioi katasthesontai‭)‬.‭ 


Pertanto:Nessun uomo potrà essere giustificato sulla base della legge,‭ ‬sulla perfetta ubbidienza.‭ ‬Non ci sarebbe stato bisogno della morte del Cristo se fosse bastata la legge a produrre la perfetta giustizia.‭ ‬Il peccato è la ricerca di una propria giustizia e giustificazione,‭ ‬non della giustizia di Dio.

L'uomo può essere giustificato per la fede in Cristo cioè sulla grazia che Dio concede gratuitamente‭ (‬Romani‭ ‬3,‭ ‬24‭)‬.


Il credente giustificato vive solo per Dio...liberati dal peccato,‭ ‬gli uomini sono diventati servi della giustizia‭ (‬Romani‭ ‬6,‭ ‬18‭)


La resurrezione è l'anticipazione della signoria pubblica e universale di Dio alla fine dei tempi,‭ ‬e pertanto anche la giustizia di ora è l'anticipazione della giustizia di Dio alla fine dei tempi.‭ ‬Noi non possiamo avere la giustizia,‭ ‬ma è la giustizia che ci possiede,‭ ‬al contrario del giudaismo la cui dottrina sulla salvezza poggiava sull'idea che l'uomo che osserva la legge è giusto e la giustizia deve ritenersi opera e merito dell'uomo.


Secondo il Catechismo della Chiesa Cattolica‭ (‬par.1807‭)

La giustizia è la virtù morale che consiste nella costante e ferma volontà di dare a Dio e al prossimo ciò che è loro dovuto.‭ ‬La giustizia verso Dio è chiamata‭ « ‬virtù di religione‭ »‬.‭ ‬La giustizia verso gli uomini dispone a rispettare i diritti di ciascuno e a stabilire nelle relazioni umane l'armonia che promuove l'equità nei confronti delle persone e del bene comune.‭ 


L'uomo giusto,‭ ‬di cui spesso si fa parola nei Libri Sacri,‭ ‬si distingue per l'abituale dirittura dei propri pensieri e per la rettitudine della propria condotta verso il prossimo.‭ « ‬Non tratterai con parzialità il povero,‭ ‬né userai preferenze verso il potente‭; ‬ma giudicherai il tuo prossimo con giustizia‭ » (‬Lv‭ ‬19,15‭)‬.‭ « ‬Voi,‭ ‬padroni,‭ ‬date ai vostri servi ciò che è giusto ed equo,‭ ‬sapendo che anche voi avete un padrone in cielo‭ » (‬Col‭ ‬4,1‭)‬.


In sintesi‭ (‬par.‭ ‬1836‭ ‬del Catechismo‭)‬:‭ ‬la giustizia consiste nella volontà costante e ferma di dare a Dio e al prossimo ciò che è loro dovuto.


Definizioni teologiche.


Giustizia originale:‭ ‬lo stato in cui Dio mise l'uomo quando fu creato e da cui è decaduto con il peccato.


Giustizia divina:‭ ‬per la volontà divina i suoi rapporti con le creature sono conformi alla loro natura e alla giusta relazione con il Creatore.


Signore della giustizia:‭ ‬è Dio.


Sole della giustizia:‭ ‬è un attributo di Cristo Salvatore in quanto apportatore di giustificazione,‭ ‬cioè della trasformazione dell'anima dallo stato di peccato allo stato di grazia.‭[‬2‭]

Nel codice etico militare.


L'etica cavalleresca.


Nel basso e Alto Medioevo,‭ ‬con le crociate,‭ ‬si viene creando un codice etico militare,‭ ‬iniziato dalla cavalleria nei tornei e dei‭ "‬beaux gestes‭" (‬belle gesta‭)‬.‭ ‬Si forma un ideale di cavaliere soldato,‭ ‬cristiano e gentiluomo,‭ ‬difensore dei deboli ed araldo della giustizia.‭ ‬L'eredità contemporanea dell'etica cavalleresca trasformatasi con il tempo,‭ ‬è rappresentata oggi dagli ordini cavallereschi‭[‬3‭][‬4‭][‬5‭]


Bushidò.


Nel codice etico del guerriero giapponese,‭ ‬chiamato Bushidò,‭ ‬a partire dall'epoca medioevale,‭ ‬la giustizia è la prima delle sette virtù personali.‭ ‬La giustizia e l'onestà vengono chiamate‭ ‬義,‭ ‬Gi e prevedono che il samurai sia scrupolosamente onesto nei rapporti con gli altri,‭ ‬creda nella giustizia che proviene non dalle altre persone ma da sé stesso‭[‬6‭]‬.


Marines.


Negli anni‭ ‬2000‭ ‬viene insegnato alle truppe l'Ethical marine warrior,‭ ‬catechismo etico di comportamento.


Influenza culturale.


La Giustizia compare nel videogioco Bayonetta dove viene chiamata con il suo nome latino,‭ ‬Iustitia.‭ ‬Il corpo è un aggregato di volti‭ (‬sette in tutto‭) ‬fusi in una sfera di terra,‭ ‬dalla bocca dei quali fuoriescono innumerevoli tentacoli,‭ ‬di cui tre presentano volti di bambino‭ (‬alla cui radice è presente un‭ "‬cuore‭") ‬con i quali la Virtù riesce a comunicare,‭ ‬mentre gli altri sei‭ (‬per un totale di nove tentacoli‭) ‬sono dei bulbi spinati che permettono all'angelo di attaccare in vari modi,‭ ‬come emanare miasmi velenosi o secernere linfa immobilizzante‭; ‬possiede il potere della terra dato che ne è composta e utilizza i sei tentacoli spinati per attaccare.‭ ‬Inoltre è presente il suo clone,‭ ‬Justice,‭ ‬che è lo stesso nome scritto in Inglese.


Citazioni e proverbi sulla giustizia

Diligite iustitiam,‭ ‬qui iudicatis terram:‭ ‬amate la giustizia,‭ ‬voi che governate la terra‭ (‬Sapienza I,‭ ‬1‭)‬.Summum ius,‭ ‬summa iniuria:‭ ‬il diritto a tutti i costi diventa ingiuria‭ (‬Cicerone,‭ ‬De officiis I,‭ ‬10‭)‬.

Il buon giudice non deve essere giovane,‭ ‬ma anziano,‭ ‬uno che ha appreso tardi che cosa è l'ingiustizia,‭ ‬senza averla sentita come personale e insita nella sua anima‭; ‬ma per averla studiata,‭ ‬come una qualità altrui,‭ ‬nelle anime altrui‭ (‬Platone,‭ ‬La Repubblica,‭ ‬III,‭ ‬409b‭)‬.


Ecco il giudicio uman come spesso erra‭ (‬Lodovico Ariosto,‭ ‬Orlando furioso I,‭ ‬ottava‭ ‬7‭)‬.

A giudicar per induzione,‭ ‬e senza la necessaria cognizione de‭' ‬fatti,‭ ‬si fa alle volte gran torto anche ai birbanti‭ (‬Alessandro Manzoni,‭ ‬I promessi sposi,‭ ‬cap.‭ ‬XVIII‭)‬.

Denari e amicizia non curan la giustizia‭ (‬o rompon le braccia alla giustizia‭)‬:‭ ‬con il denaro o le raccomandazioni si ottiene qualunque cosa.


Ognuno vuole giustizia,‭ ‬ma a casa d'altri:‭ ‬tutti difendono la giustizia,‭ ‬ma non vogliono che intralci i loro interessi



Uguaglianza sociale.



Democrazia‭ · ‬Stato di diritto‭ · ‬Consenso del governato‭ · ‬Principio del danno‭ · ‬Secolarismo‭ (‬Laicità‭) · ‬Libertà‭ (‬Positiva‭ · ‬Negativa‭) · ‬Uguaglianza‭ · ‬Economia di mercato‭ (‬Libera‭ · ‬Sociale‭ · ‬Nordica‭) · ‬Proprietà‭ (‬Privata‭ · ‬Pubblica‭) · ‬Teoria del lavoro della proprietà‭ · ‬Clausola lockiana‭ · ‬Beni comuni‭ · ‬Contratto sociale‭ · ‬Separazione dei poteri‭ · ‬Governo limitato‭ · ‬Libertà civili‭ (‬Libertà economica‭ · ‬Libertà di stampa‭ · ‬Libertà di espressione‭ · ‬Libertà di parola‭ · ‬Libertà religiosa‭) · ‬Reddito di base‭ · ‬Programmi sociali‭ · ‬Imposta sul valore fondiario‭ · ‬Imposta negativa‭ · ‬Laissez-faire‭ · ‬Diritti‭ (‬Naturali‭ · ‬Umani‭ · ‬Civili‭ · ‬Legali‭ · ‬Politici‭) · ‬Mano invisibile‭ · ‬Diritto di detenere e portare armi‭ · ‬Separazione tra Stato e Chiesa‭ · ‬Pari opportunità‭ · ‬Monopolio naturale‭ · ‬Federalismo‭ · ‬Progressività tributaria‭ · ‬Uguaglianza di genere.


Concetti generali.


Democrazia‭ · ‬Certificato del lavoro‭ · ‬Uguaglianza‭ · ‬Economia di mercato‭ · ‬Economia pianificata‭ · ‬Economia del dono‭ · ‬Associazionismo‭ · ‬Cooperazione‭ · ‬Sindacalismo‭ · ‬Beni comuni‭ · ‬Possesso‭ · ‬Usufrutto‭ · ‬Proprietà‭ (‬Personale‭ · ‬Collettiva‭) · ‬Teorie del valore


L'uguaglianza sociale‭ ‬-‭ ‬che si applica ai diritti e ai doveri della persona,‭ ‬considerati in termini di giustizia‭ ‬-‭ ‬è un ideale che dà ad ognuno,‭ ‬indipendentemente dalla sua posizione sociale e dalla sua provenienza,‭ ‬la possibilità di essere considerato alla pari di tutti gli altri individui in ogni contesto.‭ ‬Si tratta di un ideale presente,‭ ‬almeno come tale,‭ ‬in tutti i paesi civilizzati,‭ ‬come rivendicazione di pari dignità individuale e sociale per tutti.


Mentre il concetto di giustizia sociale può essere ricondotto alla teologia di sant'Agostino e alla filosofia di Thomas Paine,‭ ‬il termine‭ "‬giustizia sociale‭" ‬iniziò ad essere esplicitamente utilizzato negli anni‭ '‬80‭ ‬del‭ ‬1700.‭ ‬Al sacerdote gesuita Luigi Taparelli viene tipicamente riconosciuto l'aver coniato il termine,‭ ‬che si è poi diffuso durante i moti rivoluzionari del‭ ‬1848‭ ‬attraverso le opere di Antonio Rosmini.



Storia.


Studi antropologici su siti archeologici indicano l'esistenza di una sostanziale uguaglianza nelle società di cacciatori-raccoglitori mentre con l'avvento dell'agricoltura si rilevano gli inizi delle disuguaglianze.


Concetti di base.


L'uguaglianza sociale è una situazione per cui tutti gli individui all'interno di società o gruppi specifici isolati debbano avere lo stesso stato di rispettabilità sociale.‭ ‬Come minimo,‭ ‬l'uguaglianza sociale comprende la parità di diritti umani e individuali secondo la legge.‭ ‬Esempi sono la sicurezza,‭ ‬il diritto di voto,‭ ‬la libertà di parola e di riunione,‭ ‬e dei diritti di proprietà.‭ ‬Tuttavia,‭ ‬essa comprende anche l'accesso all'istruzione,‭ ‬l'assistenza sanitaria e altri basilari diritti sociali,‭ ‬ed inoltre pari opportunità e obblighi.


Ironicamente,‭ ‬i sofisti furono i primi ad elaborare il concetto occidentale di cultura‭ (‬paideia‭)‬,‭ ‬intesa non come un insieme di conoscenze specialistiche,‭ ‬ma come‭ "‬metodo di formazione‭" ‬di un individuo nell'ambito di un popolo o di un contesto sociale.‭ ‬Essi riscossero successo soprattutto presso i ceti altolocati.


Genere sessuale,‭ ‬orientamento sessuale,‭ ‬età,‭ ‬origine,‭ ‬casta o classe,‭ ‬reddito e proprietà,‭ ‬lingua,‭ ‬religione,‭ ‬convinzioni,‭ ‬opinioni,‭ ‬salute o disabilità non devono tradursi in una disparità di trattamento.‭ ‬Un problema aperto è la disuguaglianza orizzontale,‭ ‬la disuguaglianza di due persone della stessa origine e capacità.‭ 


Nel mondo contemporaneo,‭ ‬poi,‭ "‬i confini dell’uguaglianza sociale si spostano in avanti:‭ ‬dopo le importanti conquiste dei diritti sociali,‭ ‬legate alle lotte di emancipazione dei lavoratori e alla costruzione dei moderni welfare state,‭ ‬si apre oggi un piano di azione per una emancipazione ulteriore,‭ ‬che ha caratteristiche più sottili e insieme più profonde:‭ ‬quelle della agibilità effettiva dei diritti sociali formalmente sanciti e del pieno dispiegamento delle capacità individuali ancora compresse o sotto-utilizzate per una larga parte della popolazione.‭ ‬In questi termini appare evidente la natura‭ «‬universalistica‭» ‬delle nuove politiche,‭ ‬come politiche per la promozione delle capacità e l’empowerment di tutti i cittadini.‭ ‬Il principio universalistico dunque è costitutivo dell’approccio di queste nuove politiche‭"‬.


In filosofia.


L'uguaglianza in termini aristotelici è l'analogia delle parti da attribuire a soggetti uguali rispetto a qualche caratteristica specifica‭ (‬eguaglianza proporzionale‭) ‬o la pura uguaglianza matematica.‭ ‬Ci sono diverse forme di uguaglianza relative alle persone e alle situazioni sociali.‭ ‬Per esempio,‭ ‬si può considerare la parità tra i sessi per quanto riguarda l'accesso al lavoro‭; ‬le persone interessate sono di sesso opposto,‭ ‬la cui situazione sociale comune è l'accesso all'occupazione.‭ ‬Allo stesso modo,‭ ‬la parità di opportunità,‭ ‬in senso generale,‭ ‬implica l'idea che le persone dovrebbero essere nelle stesse condizioni di partenza nella vita,‭ ‬ovvero che tutti dovrebbero avere pari opportunità indipendentemente dalla loro nascita e successione.


Peraltro,‭ ‬una perfetta uguaglianza sociale è una situazione ideale che,‭ ‬per vari motivi,‭ ‬non ha riscontro in alcuna società odierna.‭ ‬Le ragioni di ciò sono ampiamente dibattute:‭ ‬circostanze concrete,‭ ‬addotte per il perpetrarsi della disuguaglianza sociale,‭ ‬sono comunemente ritenute l'economia,‭ ‬l'immigrazione/emigrazione,‭ ‬la politica estera e gli altri vincoli di cui soffre la politica nazionale.


Storia delle idee.


L'uguaglianza sociale è un obiettivo politico soprattutto dei partiti di ispirazione socialista in tutte le sue variegature storiche.‭ ‬Il concetto di uguaglianza anche in massoneria è estremamente importante,‭ ‬divenendone uno dei cardini unitamente alla tolleranza ed alla fratellanza‭[‬5‭]‬.‭ ‬Le battaglie in questa direzione hanno avuto un apice con l'abolizione dei privilegi della rivoluzione americana del‭ ‬1791.‭ ‬La prima parla di Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino,‭ ‬versione francese del‭ ‬1789,‭ ‬comincia così:‭ ‬Les hommes naissent et demeurent libres e lala7


en droits‭ (‬Gli uomini nascono e rimangono liberi e uguali nei diritti‭)‬.‭ ‬In antitesi vi è il concetto di gerarchia meritocratica tipico della destra,‭ ‬mentre un sincretismo può considerarsi il‭ "‬comunitarismo‭"‬.‭ ‬Un controesempio di uguaglianza sociale è stata ritenuta la disuguaglianza sociale dell'Europa medievale.


Medioevo.


Il concetto di uguaglianza tra le persone si riscontra anche in epoca medievale.‭ ‬Si tratta di un concetto ereditato dall'epoca della cavalleria‭ (‬che raggiunse il suo apice durante il XII secolo‭)‬,‭ ‬dove grande importanza aveva l'ideale secondo cui la vera nobiltà sgorgava dal cuore delle persone,‭ ‬i quali quindi sarebbero stati al fondo tutti uguali.


‭«‬...tu vedrai noi d'una massa di carne tutti la carne avere,‭ ‬e da uno medesimo Creatore tutte l'anime con iguali forze,‭ ‬con iguali potenzie,‭ ‬con iguali virtù create.‭ ‬La virtù primieramente noi,‭ ‬che tutti nascemmo e nasciamo iguali,‭ ‬ne distinse‭;»


(Boccaccio,‭ ‬Decameron‭)‬.


Tra gli studiosi dell'epoca medievale c'è chi‭ (‬si può citare Huizinga‭) ‬rintraccia in quei documenti che testimoniano la diffusione di questo principio i presupposti per poter parlare dell'esistenza di un ideale egualitaristico già in epoca medievale.‭ ‬Se così fosse,‭ ‬nonostante la grande diffusione nella letteratura di corte dell'epoca,‭ ‬andrebbe comunque sottolineato come questo primitivo concetto di uguaglianza si limiti tuttavia a una mera considerazione di natura morale,‭ ‬senza che sia minimamente avvertita la necessità,‭ ‬da parte di chi abbraccia tale ideale‭ (‬nella fattispecie i membri della nobiltà‭)‬,‭ ‬di attivarsi per operare attivamente sulla società per ridurre le disuguaglianze esistenti.‭ 


Ciò si può anche spiegare in base al fatto che durante il Medioevo dominava nella cultura popolare e nobiliare una visione della società divisa in classi,‭ ‬regolate da rapporti gerarchici ben precisi secondo un ordine che non poteva essere messo in discussione,‭ ‬in quanto emanazione diretta della Divinità.‭ ‬Rimanendo nell'ambito di questa interpretazione,‭ ‬l'unica nozione diffusa relativa all'uguaglianza tra le persone,‭ ‬al di fuori dei già nominati ideali nobiliari,‭ ‬è l'uguaglianza di tutti di fronte alla morte.


Nella Costituzione italiana.


In Italia il principio è riconosciuto nell'art.‭ ‬3‭ ‬della Costituzione il quale afferma che:


‭«‬Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge,‭ ‬senza distinzione di sesso,‭ ‬di razza,‭ ‬di lingua,‭ ‬di religione,‭ ‬di opinioni politiche,‭ ‬di condizioni personali e sociali‭»


(eguaglianza in senso formale‭)


Quest'articolo esprime il principio di uguaglianza in base al quale non devono essere attuate discriminazioni di alcun genere tra i cittadini.‭ ‬Tale principio può apparire scontato ma ci sono state,‭ ‬anche in tempi recenti,‭ ‬situazioni in cui esso non era assolutamente riconosciuto.


Concludendo,‭ ‬poi,‭ ‬che:


‭«‬È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale,‭ ‬che,‭ ‬limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini,‭ ‬impediscono il pieno sviluppo della persona umana‭»



PARLIAMO DI DEMOCRAZIA DI VERITA‭' ‬.


Qual è la verità assoluta‭?


Ciò che chiamiamo verità assoluta indica una conoscenza il cui contenuto riflette la realtà oggettiva in maniera completa,‭ ‬incondizionata e assoluta.‭ ‬Ciò che chiamiamo verità relativa è dunque una conoscenza il cui contenuto riflette la realtà oggettiva in modo approssimativo,‭ ‬incompleto e relativo.


DUNQUE‭  ‬LA PAROLA SI FA DIALETTICA‭ ‬.


A cosa serve la dialettica‭?


La dialettica è uno dei principali metodi argomentativi della filosofia.‭ ‬Essa consiste nell'interazione tra due tesi o principi contrapposti‭ (‬simbolicamente rappresentati nei dialoghi platonici da due personaggi reali‭) ‬ed è usata come strumento di indagine della verità.


MENTRE PER KANT HA ALTRO‭ ‬.


Che cos'è la dialettica per Kant‭?

Dialettica,‭ ‬ossia sofistica,‭ ‬è chiamata da Kant l'attività della ragione che,‭ ‬oltrepassando l'esperienza,‭ ‬pretende di conoscere la metafisica‭ (‬anima,‭ ‬universo,‭ ‬Dio‭) ‬nel tentativo di unificare in un tutto armonico che le conoscenze parziali dell'intelletto,‭ ‬e‭ ‬,‭ ‬nella sua illusione,‭ ‬cade in ragionamenti contraddittori.


Che cos'è la dialettica per Kant‭?


Dialettica,‭ ‬ossia sofistica,‭ ‬è chiamata da Kant l'attività della ragione che,‭ ‬oltrepassando l'esperienza,‭ ‬pretende di conoscere la metafisica‭ (‬anima,‭ ‬universo,‭ ‬Dio‭) ‬nel tentativo di unificare in un tutto armonico che le conoscenze parziali dell'intelletto,‭ ‬e‭ ‬,‭ ‬nella sua illusione,‭ ‬cade in ragionamenti contraddittori.


Lo storico Diogene Laerzio lo definisce filosofo della natura e molto famoso‭… ‬discepolo di Anassimene e,‭ ‬citando Demetrio Falereo,‭ ‬sostiene che a causa della grande invidia suscitata,‭ ‬poco mancò che perdesse la vita ad Atene.‭ ‬Che fosse famoso è confermato dall'essere stato parodiato nella commedia Le nuvole di Aristofane,‭ ‬rappresentata ad Atene nel‭ ‬423‭ ‬a.C.


Cosa indica il termine sofista‭?

sofista Nella Grecia antica,‭ ‬chiunque possedesse la sapienza e fosse in grado di comunicarla‭ (‬sophistès‭)‬.‭ ‬In questo senso venivano chiamati s.


Chi è il sofista per Platone‭?

Il Sofista rappresenta il vertice della riflessione logica di Platone,‭ ‬il traguardo più alto della sua speculazione sul mondo delle idee:‭ ‬destinato a godere di grande fortuna nella storia‭ – ‬dagli Stoici a Hobbes e a Heidegger‭ ‬-,‭ ‬in esso Socrate,‭ ‬indefesso protagonista dei dialoghi platonici,‭ ‬si ritira e cede il passo‭ ‬...


Cosa studiano i sofisti‭?

La sofistica si sviluppa durante la democrazia di Pericle ad Atene nel V sec e i suoi principali esponenti sono gorgia e protagora.‭ …


I sofisti non studiano più l'ontologia oppure la cosmologia ma l'antropologia,‭ ‬cioè tutte le attività che riguardano l'uomo.‭ ‬Per esempio i problemi etici,‭ ‬politici e il linguaggio.


Quando nasce sofistica‭?


sofistica Movimento filosofico,‭ ‬e più ampiamente etico e culturale,‭ ‬affermatosi nella Grecia antica,‭ ‬e soprattutto in Atene‭ ‬,‭ ‬tra il‭ ‬5°‭ ‬e il‭ ‬4°‭ ‬sec.‭ ‬a.C.‭ ‬Il nome di σοϕιστής ha,‭ ‬nella grecità più antica,‭ ‬un significato simile a quello di σοϕός‭ «‬sapiente,‭ ‬esperto‭»‬.


Chi è il primo sofista‭?


PROTAGORA.‭ ‬Protagora,‭ ‬originario di Abdera,‭ ‬fu il primo grande sofista.‭ ‬Giunse ad Atene al momento di maggior splendore.‭ ‬Tenne scuola in numerose città e fu molto stimato da Pericle,‭ ‬sebbene creasse opposizioni per le sue idee spregiudicate.


Cosa mettono in evidenza i sofisti‭?


I sofisti furono i primi politici della storia,essi possedevano l'arte di educare gli uomini e prepararli alla vita politica.‭ ‬...‭ ‬Inoltre mettono in evidenza l'arte della retorica e dell'oratoria e si basavano principalmente sul logos.


Quale aspetto della sofistica Platone criticava‭?


Egli è interessato al successo nella vita politica,‭ ‬non alla ricerca della verità.‭ ‬...‭ ‬L'arte del sofista,‭ ‬in ultima analisi,‭ ‬consiste nell'ingannare i giovani con discorsi affascinanti,‭ ‬mostrando loro non la verità,‭ ‬ma una sterile imitazione parodistica della realtà,‭ ‬fatta di vuote parole.


Quali sono i‭ ‬5‭ ‬generi sommi‭?


Allora,‭ ‬Platone crea cinque‭ "‬generi sommi‭"‬,‭ ‬cinque mega-idee che partecipano alla formazione di tutte le altre:‭ "‬essere‭"‬,‭ "‬identico‭"‬,‭ "‬diverso‭"‬,‭ "‬quiete‭" ‬e‭ "‬moto‭"‬.‭ ‬In ogni idea‭ "‬sono presenti‭" ‬queste cinque generi sommi.


Cosa sono i‭ ‬5‭ ‬generi sommi‭?


Questa soluzione adottata da Platone permette di risolvere due diversi ordini di problemi:‭ ‬...‭ ‬Tra le diverse idee ne esistono alcune,‭ ‬secondo Platone,‭ ‬a cui ogni ente deve partecipare:‭ ‬si tratta di idee più generali che Platone chiama generi sommi come le idee di essere,‭ ‬d'identico e di diverso,‭ ‬di moto e di quiete.


Cosa condivide Socrate con i sofisti‭?

Socrate e i Sofisti


Socrate condivide coi Sofisti il comune atteggiamento critico nei riguardi della tradizione e della cultura del tempo,‭ ‬e allorché Aristofane nelle Nuvole lo assimila ai Sofisti,‭ ‬con ogni probabilità egli non fa che esprimere una valutazione ampiamente condivisa in Atene.


Perché i sofisti sono relativisti‭?


«La cultura sofistica attraverso la critica della nozione di verità perviene ad una forma più radicale di relativismo.‭ ‬Il relativismo etico,‭ ‬teorizzato dai sofisti del V secolo a.C.,‭ ‬rifiuta l'esistenza di principi immutabili nel comportamento morale.‭ 


Dove nascono i sofisti‭?


La sofistica‭ (‬in greco σοφιστική τέχνη,‭ ‬sofistiké téchne‭) ‬è stata una corrente filosofica sviluppatasi nell'antica Grecia,‭ ‬ad Atene in particolare,‭ ‬a partire dalla seconda metà del V secolo a.C.,‭ ‬la quale,‭ ‬in polemica con la scuola eleatica e avvalendosi del metodo dialettico di Zenone di Elea,‭ ‬pose al centro della‭ ‬...


In quale periodo vivono i sofisti‭?


Rispetto alla maggioranza dei saggi storici,‭ ‬i sofisti vengono qui raccontati non come momenti-cardine del Pensiero umano,‭ ‬ma come uomini,‭ ‬nel loro comparire,‭ ‬agire e relazionarsi in un luogo e in un tempo precisi,‭ ‬e cioè ad Atene tra il‭ ‬460‭ ‬e il‭ ‬410‭ ‬a.C..


Chi erano i sofisti e cosa insegnavano‭?


I sofisti erano esperti del sapere che giravano di città in città facendosi pagare per il proprio insegnamento,‭ ‬erano cioè come dei professori itineranti.‭ ‬Ancora oggi‭ “‬sofista‭” ‬è un termine negativo che indica una persona che sa fare dei discorsi molto convincenti ma che in realtà ha un sapere soltanto apparente.


Quali sono le tre tesi di fondo dei sofisti‭?


Le‭ ‬3‭ ‬tesi di Gorgia sono le seguenti:‭ ‬Nulla c'è Se anche qualcosa c'è,‭ ‬non è conoscibile dall'uomo.‭ ‬Se anche è conoscibile,‭ ‬non è comunicabile agli altri.


A quale fine deve tendere l'insegnamento sofistico‭?


L'insegnamento del sofista aveva come fine la‭ “‬sapienza‭” ‬ma nel senso di rendere gli uomini abili nelle loro faccende,‭ ‬adatti a vivere insieme,‭ ‬capaci di avere la meglio nelle competizioni civili.


In che senso i sofisti si presentano come maestri di Aretè‭?


L'Atene di questo periodo è espressione di ampie libertà democratiche,‭ ‬quindi è luogo di dibattito‭; ‬i sofisti vi si presentano come insegnanti di un sapere,‭ ‬che è virtù,‭ ‬e perciò come maestri di virtù.‭ ‬...‭ ‬Il virtuoso,‭ ‬colui che si distingue,‭ ‬è colui che sa.


Che cos'è la dialettica in filosofia‭?


dialettica Dal gr.‭ ‬διαλεκτικὴ‭ (‬τέχνη‭)‬,‭ ‬propr.‭ «‬arte dialogica‭»‬.‭ ‬In senso generico significa l'arte del dialogare,‭ ‬del discutere,‭ ‬intesa come tecnica e abilità di presentare gli argomenti adatti a dimostrare un assunto,‭ ‬a persuadere un interlocutore,‭ ‬a far trionfare il proprio punto di vista su quello dell'antagonista.


Che cos'è la teoria dei generi‭?


La teoria dei generi sommi consente di risolvere il problema del non essere,‭ ‬poiché quando si dice che qualcosa non è non si intende il non essere opposto all'essere,‭ ‬che in quanto tale non può essere pensato né detto,‭ ‬ma il diverso.


Quale mito Usa Platone per parlare dell'anima‭?


Per parlare della virtù dell'uomo,‭ ‬Platone ritorna al mito dell'Auriga:‭ ‬Se prevale l'auriga,‭ ‬l'anima è del filosofo‭; ‬Se prevale la parte della volontà‭ (‬cavallo bianco‭)‬,‭ ‬l'uomo è coraggioso.‭ ‬Se prevale la parte concupiscibile,‭ ‬l'anima apparterrà a tutti gli altri uomini.


Cosa sono le categorie aristoteliche‭?

Categorie aristoteliche


Per Aristotele le categorie sono i gruppi o i generi sommi che raccolgono tutte le proprietà che si possono predicare dell'essere.‭ ‬Le categorie sono in tutto dieci:‭ ‬la sostanza,‭ ‬la qualità,‭ ‬la quantità,‭ ‬la relazione,‭ ‬il dove,‭ ‬il quando,‭ ‬il giacere,‭ ‬l'avere,‭ ‬l'agire,‭ ‬il subire.


Che cos'è la teoria dei generi quali problemi risolve‭?


Quali problemi risolve‭? ‬La teoria dei generi indica la riconduzione di ogni forma di relazione tra le idee e le cose alla partecipazione‭ (‬metessi‭)‬.‭ ‬Poiché alcune idee si combinano con altre,‭ ‬l'essenza e la conoscibilità degli enti vengono spiegate come combinazione di più idee.


Qual è il pensiero di Socrate‭?


Nel pensiero di Socrate,‭ ‬la morale è rappresentata dalla cura dell'intelligenza-anima tramite la conoscenza.‭ ‬Tutte le virtù si possono ricondurre al sapere e alla coscienza,‭ ‬per Socrate.‭ ‬Secondo lui l'importante non è vivere,‭ ‬ma vivere bene.


Che cos'è la maieutica socratica‭?


Una parola-cardine della nostra cultura,‭ ‬filosofica e non solo.‭ ‬La maieutica è il nome del cosiddetto‭ '‬metodo socratico‭'‬,‭ ‬ossia il metodo dialogico con cui Socrate,‭ ‬secondo quanto riportato da Platone,‭ ‬portava il suo interlocutore a giungere a una verità in maniera autentica‭ ‬-‭ ‬semplicemente aiutandolo a partorirla.


Qual è la verità assoluta‭?


Ciò che chiamiamo verità assoluta indica una conoscenza il cui contenuto riflette la realtà oggettiva in maniera completa,‭ ‬incondizionata e assoluta.‭ ‬Ciò che chiamiamo verità relativa è dunque una conoscenza il cui contenuto riflette la realtà oggettiva in modo approssimativo,‭ ‬incompleto e relativo.


Qual è la virtù per i sofisti‭?


La virtù,‭ ‬cioè l'areté,‭ ‬per i sofisti è una qualità che si acquisisce con il tempo.‭ ‬Diventa,‭ ‬dunque,‭ ‬fondamentale l'educazione‭ (‬la paideia‭)‬.‭ ‬Chi sono i sofisti‭? ‬Nella Grecia arcaica i sofisti sono i sapienti,‭ ‬cioè uomini in possesso di una vasta cultura generale.


A cosa si contrappone il relativismo‭?


Il relativismo è una posizione filosofica che nega l'esistenza di verità assolute,‭ ‬o mette criticamente in discussione la possibilità di giungere a una loro definizione assoluta e definitiva.‭ ‬...


Dove insegnavano i filosofi greci‭?


La scuola peripatetica‭ (‬in greco Περιπατητική Σχολή Peripatetiké Scholé‭) ‬fu una delle grandi scuole filosofiche greche,‭ ‬fondata da Aristotele.‭ ‬I suoi membri erano detti peripatetici.


Quali sono le idee platoniche‭?


le idee sono per Platone realtà unitarie,‭ ‬autoidentiche,‭ ‬eterne,‭ ‬inestese,‭ ‬immutabili,‭ ‬perfette e intelligibili,‭ ‬ossia conoscibili grazie alla facoltà noetica dell'anima‭”[‬1‭]‬.‭ ‬La definizione di idea‭ – ‬a parere di Abbagnano e Fornero‭ – ‬è‭ “‬il modello unico e perfetto delle cose molteplici e imperfette di questo mondo‭”


Come riescono i fisici pluralisti a conciliare la teoria del divenire delle cose con quella che nega il mutamento delle stesse‭?


I fisici pluralisti riescono a conciliare i‭ ‬2‭ ‬pensieri facendo la differenza tra composti‭ (‬che cambiano‭) ‬ed elementi‭ ( ‬che non cambiano.‭) ‬Quindi per questi filosofi le cose del mondo sono fatti da elementi eterni‭ (‬che quindi non cambiano‭)‬.


In che cosa consiste la somma areté per i sofisti‭?


Per loro,‭ ‬quindi,‭ ‬somma areté é il sapere,‭ ‬cioè quel particolare tipo di formazione spirituale che sviluppa le capacità richieste al cittadino nella polis del V secolo,‭ ‬una città democratica che non si regge più su norme divine e principi immutabili,‭ ‬ma su leggi e decisioni prese nell'agorà e nella boulé.


A cosa serve la dialettica‭?


La dialettica è uno dei principali metodi argomentativi della filosofia.‭ ‬Essa consiste nell'interazione tra due tesi o princìpi contrapposti‭ (‬simbolicamente rappresentati nei dialoghi platonici da due personaggi reali‭) ‬ed è usata come strumento di indagine della verità.


Che cos'è la dialettica per Kant‭?


Dialettica,‭ ‬ossia sofistica,‭ ‬è chiamata da Kant l'attività della ragione che,‭ ‬oltrepassando l'esperienza,‭ ‬pretende di conoscere la metafisica‭ (‬anima,‭ ‬universo,‭ ‬Dio‭) ‬nel tentativo di unificare in un tutto armonico che le conoscenze parziali dell'intelletto,‭ ‬e‭ ‬,‭ ‬nella sua illusione,‭ ‬cade in ragionamenti contraddittori.


Che cos'è la dialettica per Kant‭?


Dialettica,‭ ‬ossia sofistica,‭ ‬è chiamata da Kant l'attività della ragione che,‭ ‬oltrepassando l'esperienza,‭ ‬pretende di conoscere la metafisica‭ (‬anima,‭ ‬universo,‭ ‬Dio‭) ‬nel tentativo di unificare in un tutto armonico che le conoscenze parziali dell'intelletto,‭ ‬e‭ ‬,‭ ‬nella sua illusione,‭ ‬cade in ragionamenti contraddittori.


In che senso i sofisti si presentano come maestri di areté‭?


L'Atene di questo periodo è espressione di ampie libertà democratiche,‭ ‬quindi è luogo di dibattito‭; ‬i sofisti vi si presentano come insegnanti di un sapere,‭ ‬che è virtù,‭ ‬e perciò come maestri di virtù.‭ ‬...‭ ‬Il virtuoso,‭ ‬colui che si distingue,‭ ‬è colui che sa.


E ALTRO ANCORA‭ ‬...



Secondo Simplicio,‭ ‬Physica,‭ ‬151,‭ ‬20:


‭«‬parecchie opere furono composte da questo Diogene‭ ‬-‭ ‬come lui stesso ricorda nel libro Sulla natura,‭ ‬quando dice di avere scritto anche Contro i fisici che chiama anche‭ “‬sofisti‭” ‬e di aver composto una Meteorologia,‭ ‬in cui dice di aver parlato del principio‭ [‬delle cose‭] ‬e anche una Natura dell'uomo‭ ‬-‭ ‬ma nel libro Sulla natura,‭ ‬l'unico giunto fino a me,‭ ‬vuole dimostrare con molte argomentazioni che nel principio da lui posto c'è molta intelligenza.‭»


Anche il Sulla natura è andato perduto e restano pochi frammenti,‭ ‬tuttavia sufficienti a farci comprendere la sua dottrina,‭ ‬citati soprattutto nel commento di Simplicio alla Physica di Aristotele:


‭«‬Chi comincia un discorso,‭ ‬deve presentare un inizio chiaro e spiegazioni semplici.‭ ‬A me pare che tutte le cose risultino dall'alterazione di una stessa cosa e siano perciò la stessa cosa.‭ ‬Infatti se tutte le cose che esistono in questo mondo,‭ ‬come la terra,‭ ‬l'acqua,‭ ‬l'aria,‭ ‬il fuoco e tutte le altre,‭ ‬fossero ciascuna diversa dall'altra,‭ ‬perché di natura diversa,‭ ‬e non fossero invece la stessa cosa che cambia in molte forme diverse,‭ ‬esse non si potrebbero mescolare fra loro e a ciascuna non verrebbe dall'altra nessuna utilità come pure nessun danno,‭ ‬e nessuna pianta potrebbe nascere dalla terra e non potrebbero nascere animali o altri esseri,‭ ‬se non fossero composte in modo da essere la stessa cosa.‭ ‬In realtà,‭ ‬ciascuna cosa nasce ora in una forma,‭ ‬ora in un'altra,‭ ‬perché sono il risultato di un'alterazione di quella stessa cosa e a quella stessa ritornano.‭»


Qui Simplicio commenta:


‭«‬dopo aver dimostrato che in questo principio la stessa cosa c'è molta intelligenza,‭ ‬dice:


‭“‬Infatti non sarebbe possibile,‭ ‬senza intelligenza,‭ ‬una divisione che realizzi la misura di ogni cosa,‭ ‬e d'inverno e d'estate,‭ ‬e di notte e di giorno,‭ ‬e nella pioggia e nel vento e nel sereno:‭ ‬e tutte le cose saranno disposte nel miglior modo possibile.‭”»

Commenta Simplicio:


‭«‬Aggiunge che anche gli uomini e tutte le creature vivono e hanno anima e pensiero da questo principio‭ (‬ἀρχή‭)‬,‭ ‬cioè dall'aria.‭ ‬Dice così:


‭“‬Ci sono poi anche queste prove importanti.‭ ‬Gli uomini e le altre creature vivono respirando l'aria.‭ ‬Essa è per loro anima e pensiero,‭ ‬come si dimostrerà chiaramente in quest'opera,‭ ‬e se essa si allontana,‭ ‬l'uomo muore e il pensiero lo abbandona‭…‬.‭ 


Mi sembra sia dotato di intelligenza ciò che gli uomini chiamano aria,‭ ‬che tutti siano da questa governati e che tutto domini.‭ 


Ciò stesso mi sembra che sia dio e che arrivi dappertutto e tutto disponga e sia in ogni cosa.‭ ‬E non c'è niente che non ne partecipi:‭ ‬però niente ne partecipa in maniera uguale,‭ ‬questo come quello,‭ ‬ma molti sono i modi,‭ ‬sia dell'aria che dell'intelligenza.‭ ‬Essa è poliforme,‭ ‬più calda e più fredda,‭ ‬più asciutta e più umida,‭ ‬più ferma o più rapida e vi sono in essa molte altre differenziazioni e un numero infinito di sapori e di odori.‭ 


E l'anima di tutti i viventi è la stessa cosa,‭ ‬aria più calda di quella esterna in cui viviamo,‭ ‬ma molto più fredda di quella che sta vicino al sole.‭ ‬Ma questo calore non è uguale in nessun essere vivente‭ (‬come neppure in un uomo rispetto a un altro‭) ‬e non si differenzia di molto,‭ ‬ma in modo che gli uomini rimangano simili fra loro.‭ ‬Però nessuna delle cose che si differenziano può divenire perfettamente uguale all'altra,‭ ‬senza diventare la stessa.‭ 


E Poiché la differenziazione è multiforme,‭ ‬parecchi e multiformi devono essere anche gli esseri viventi e,‭ ‬dato il gran numero di differenziazioni,‭ ‬non sono simili l'uno all'altro né per forma né per condotta di vita né per intelligenza.‭ ‬Eppure tutti vivono,‭ ‬vedono e odono grazie alla stessa cosa e dalla stessa cosa tutti hanno un'intelligenza differente.‭”»

Commenta Simplicio:


‭«‬È strano che pur dicendo che tutte le cose sono prodotte da quel principio per trasformazione,‭ ‬lo definisca però‭ “‬eterno‭” (‬aidon‭)‬:


‭“‬E proprio questo è un corpo eterno e immortale,‭ ‬mentre le cose nascono e muoiono‭… ‬ma questo mi sembra chiaro:‭ ‬che è grande,‭ ‬forte,‭ ‬eterno e immortale,‭ ‬e sa molte cose.‭”»

Teofrasto,‭ ‬nel De sensu,‭ ‬39‭ ‬-‭ ‬45,‭ ‬riporta molte prove che,‭ ‬secondo Diogene,‭ ‬dimostrerebbero che il principio primordiale è l'aria:


‭«‬Diogene,‭ ‬oltre il vivere e il pensare,‭ ‬riferisce all'aria anche le sensazioni‭… ‬l'olfatto all'aria che circonda il cervello‭… ‬l'udito,‭ ‬quando l'aria che sta nelle orecchie,‭ ‬mossa dall'aria esterna,‭ ‬penetra nel cervello.‭ ‬La vista,‭ ‬quando le immagini si presentano alla pupilla e questa,‭ ‬mescolandosi con l'aria interna,‭ ‬produce la sensazione‭… ‬il gusto,‭ ‬mediante la lingua,‭ ‬molle e morbida.‭ ‬Del tatto non ha parlato‭… 


L'olfatto,‭ ‬dice che è acutissimo in chi ha pochissima aria nella testa perché allora la mescolanza è rapidissima tanto più se l'odore viene trascinato lungo un condotto piccolo e stretto‭… ‬Piacere e dolore nascono quando molta aria si unisce al sangue e se è conveniente alla natura del sangue,‭ ‬penetrando in tutto il corpo,‭ ‬l'alleggerisce e si ha piacere‭; ‬se invece è contraria alla natura del sangue e non si mescola,‭ ‬allora,‭ ‬condensandosi il sangue e diventando più debole e compresso,‭ ‬si ha dolore‭… 


Il pensare avviene‭… ‬mediante l'aria pura e secca:‭ ‬infatti l'umidità ostacola la mente e per questo nel sonno,‭ ‬nell'ubriachezza o nella sazietà si pensa meno.‭ ‬E una prova che l'umidità toglie la mente si ha nel fatto che gli animali sono meno intelligenti dell'uomo perché respirano l'aria che viene dalla terra e mangiano cibi più umidi.‭ 


Gli uccelli respirano aria pura ma hanno la carne dura e l'aria non può penetrare in tutto il corpo,‭ ‬si ferma all'addome e così digeriscono rapidamente ma non hanno intelligenza‭… ‬Prive di pensiero sono le piante,‭ ‬perché non hanno cavità e non possono accogliere l'aria.‭ ‬Per questo motivo anche i fanciulli non sono assennati:‭ ‬hanno molta umidità sicché l'aria‭… ‬è bloccata intorno al petto‭… ‬e sono irosi,‭ ‬instabili e vivacissimi perché molta aria viene mossa da petti piccoli.‭ ‬E questo è pure il motivo delle dimenticanze:‭ ‬l'aria non riesce a passare in tutto il corpo‭… ‬chi si sforza di ricordare sente difficoltà nel petto:‭ ‬quando è riuscito a ricordare,‭ ‬l'aria si spande e lui si libera da questo tormento.‭»


Dottrina.


Ancora Simplicio,‭ ‬Physica,‭ ‬25,‭ ‬1,‭ ‬citando Teofrasto,‭ ‬riassume la filosofia di Diogene,‭ ‬affermando che‭ «‬scrisse il più delle sue opere raccogliendole parte da Anassagora e parte da Leucippo.‭ ‬Anch'egli dice che tutta la natura è aria,‭ ‬infinita ed eterna,‭ ‬dalla quale per condensazione,‭ ‬rarefazione o mutazione di qualità si producono le altre cose nelle loro forme‭… ‬Ma Nicolao afferma che egli pose come principio qualcosa di intermedio tra l'aria e il fuoco.‭»


Coloro che si occuparono di ricercare il principio primordiale delle cose


«ritennero che l'aria si adattasse bene ai cambiamenti e perciò non pensarono affatto di porre come principio la terra,‭ ‬che difficilmente si muove e muta.‭»


La dottrina di quest'ultimo rappresentante della filosofia ionica,‭ ‬come si è visto,‭ ‬non è originale,‭ ‬riprendendo dopo un secolo le teorie di Anassimene e tornando così a una interpretazione monistica dopo i tentativi pluralistici di Empedocle e Anassagora.‭ ‬L'aria non ha però i caratteri soltanto naturalistici di Anassimene,‭ ‬assumendo invece quelli del Nous anassagoreo‭ (‬che è il principio del movimento e non ha carattere divino‭) ‬e persino‭ ("‬mi sembra che sia un dio‭… ‬questo è un corpo eterno e immortale,‭ ‬mentre le cose nascono e muoiono‭… ‬è grande,‭ ‬forte,‭ ‬eterno e immortale,‭ ‬e sa molte cose‭") ‬quelli di un principio divino che dispone le cose‭ "‬nel miglior modo possibile‭" ‬e al quale tutte finiscono per ritornare.


Non tutti i commentatori più antichi pare abbiano però colto nel pensiero di Diogene la presenza di una natura divina nel principio originario delle cose‭; ‬Diogene Laerzio,‭ ‬Plutarco,‭ ‬Alessandro di Afrodisia,‭ ‬Seneca e Teofrasto lo considerano un filosofo della natura,‭ ‬Claudio Eliano lo pone fra gli atei,‭ ‬Aristotele,‭ ‬citandolo nel De generatione et corruptione,‭ ‬scrive solo che


«giustamente afferma Diogene che se tutte le cose non venissero da un unico principio non sarebbe possibile‭… ‬per esempio,‭ ‬che il caldo si raffreddi e poi si scaldi,‭ ‬perché non è il calore né il freddo che si trasformano ma ovviamente il sostrato.‭»


Simplicio indica la stranezza di un principio che,‭ ‬trasformandosi,‭ ‬crei le cose e sia tuttavia eterno,‭ ‬mentre Cicerone,‭ ‬nel De natura deorum,‭ ‬scrive:‭ "‬L'aria che Diogene considera dio,‭ ‬quale sensibilità può avere o quale natura divina‭?" ‬e Agostino,‭ ‬nel De civitate Dei,‭ ‬VIII,‭ ‬2,‭ ‬scrive che


«anche Diogene,‭ ‬altro discepolo‭ [‬insieme ad Anassagora‭] ‬di Anassimene,‭ ‬disse certamente che l'aria è la materia delle cose da cui tutte le cose derivano,‭ ‬ma la dotò di ragione divina perché senza questa niente poteva derivarne.‭»


Anche se il Diogene a cui fa riferimento Dante,‭ ‬nel castello degli spiriti magni‭ (‬Inf.‭ ‬IV.‭ ‬136‭)‬,‭ ‬è probabilmente Diogene di Sinope,‭ ‬c'è chi ha pensato che il poeta intendesse Diogene di Apollonia.‭ ‬E si è anche supposto che Dante non fosse in grado di distinguere tra le due figure.



L'Acropoli e l'agorà di Atene:‭ ‬qui fiorì la sofistica.


La sofistica‭ (‬in greco σοφιστική τέχνη,‭ ‬sofistiké téchne‭) ‬è stata una corrente filosofica‭[‬1‭] ‬sviluppatasi nell'antica Grecia,‭ ‬ad Atene in particolare,‭ ‬a partire dalla seconda metà del V secolo a.C.,‭ ‬la quale,‭ ‬in polemica con la scuola eleatica e avvalendosi del metodo dialettico di Zenone di Elea,‭[‬2‭] ‬pose al centro della propria riflessione l'uomo e le problematiche relative alla morale e alla vita sociale e politica.‭ ‬Non si trattò di una vera e propria scuola né di un movimento omogeneo,‭ ‬ma fu estremamente variegata al suo interno:‭ ‬i suoi esponenti‭ (‬detti appunto sofisti‭)‬,‭ ‬seppur accomunati dalla professione di‭ «‬maestro di virtù‭»‬,‭ ‬si interessarono di vari ambiti del sapere,‭ ‬giungendo ognuno a conclusioni differenti e a volte tra loro contrastanti.



I sofisti rinunciarono alla vastità delle congetture cosmologiche dei filosofi naturalisti,‭ ‬concentrandosi sulla soggettività dell'uomo,‭ ‬sulla legittimità delle opinioni e il valore dei fenomeni.‭ ‬L'approccio dei sofisti era quindi orientato all'individualismo e al relativismo,‭ ‬alla critica dei valori tradizionali,‭ ‬al razionalismo.‭ ‬I contemporanei avvertirono in queste posizioni il rischio di derive ateistiche e di corruzione dei costumi.‭ ‬Certa storiografia moderna ha invece evocato l'idea di un illuminismo greco.



Etimologia.


Anticamente il termine σοφιστής‭ (‬sophistés,‭ ‬sapiente‭) ‬era sinonimo di σοφός‭ (‬sophòs,‭ ‬saggio‭) ‬e si riferiva ad un uomo esperto conoscitore di tecniche particolari e dotato di un'ampia cultura.‭ ‬A partire dal V secolo,‭ ‬invece,‭ ‬si chiamarono‭ «‬sofisti‭» ‬quegli intellettuali che facevano professione di sapienza e la insegnavano dietro compenso:‭ ‬quest'ultimo fatto,‭ ‬che alla mentalità del tempo appariva scandaloso,‭ ‬portò a giudicare negativamente questa corrente.‭ 


Nell'antichità,‭ ‬il termine era spesso posto in antitesi con la parola‭ «‬filosofia‭»‬,‭ ‬intesa come ricerca del sapere,‭ ‬che presuppone socraticamente il fatto di non possedere alcun sapere.‭ ‬I sofisti vennero ritenuti falsi sapienti,‭ ‬interessati al successo e ai soldi,‭ ‬più che alla verità.‭ ‬Il termine mantiene anche nel linguaggio corrente un carattere negativo:‭ ‬con‭ «‬sofismi‭» ‬si intendono discorsi ingannevoli basati sulla semplice forza retorica delle argomentazioni.‭ ‬Solo a partire dal XIX secolo la sofistica è stata rivalutata,‭ ‬e oggi è riconosciuta come un momento fondamentale della filosofia antica.



Lo stesso argomento in dettaglio:‭ ‬Pentecontaetia e Guerra del Peloponneso.


Veduta dell’Acropoli di Atene.


Lo sviluppo della sofistica ad Atene è legato a un insieme di fattori culturali,‭ ‬economici e politico-sociali.‭ ‬Con la sconfitta dei Persiani a Salamina nel‭ ‬480‭ ‬a.C.‭ ‬le poleis greche affermarono la propria autonomia,‭ ‬e la loro potenza si ampliò progressivamente nel corso dei successivi cinquant'anni di pace‭ (‬la cosiddetta Pentecontaetia‭)‬.‭ ‬In particolare,‭ ‬a primeggiare su tutte furono le città rivali,‭ ‬ovvero Sparta e Atene:‭ ‬la prima espanse la propria influenza su quasi tutto il Peloponneso attraverso un'ampia rete di alleanze,‭ ‬mentre Atene,‭ ‬membro di primo piano della Lega delio-attica,‭ ‬con l'avvento di Pericle finì con l'assumerne il comando.‭ ‬Con il potere politico ed economico crebbe però anche l'ostilità tra le due città,‭ ‬e il desiderio di supremazia sull'intera Grecia portò al disastro della Guerra del Peloponneso‭ (‬431-404‭ ‬a.C.‭)‬.


Pericle.


Pericle,‭ ‬leader carismatico della fazione democratica,‭ ‬governò Atene per circa un trentennio,‭ ‬dal‭ ‬461‭ ‬al‭ ‬429‭ ‬a.C.,‭ ‬portando la città al suo massimo splendore.‭ ‬Egli fece trasferire il tesoro della Lega delio-attica da Delo ad Atene,‭ ‬e trasformò il volto della città con un imponente piano di riforma architettonica‭ (‬simbolo del potere dell'epoca sono gli edifici dell'Acropoli:‭ ‬il Partenone,‭ ‬l'Eretteo,‭ ‬i Propilei‭); ‬inoltre,‭ ‬si intensificarono i rapporti con le altre città,‭ ‬attraverso alleanze e scambi commerciali.‭ ‬Fu proprio questo nuovo clima di pace a favorire l'affermarsi della sofistica,‭ ‬poiché permise ai sofisti,‭ «‬maestri di virtù‭» ‬itineranti,‭ ‬di spostarsi di città in città,‭ ‬seguendo le rotte commerciali.‭ 


Visitando luoghi con tradizioni e ordinamenti politici differenti,‭ ‬talvolta varcando addirittura i confini dell'Ellade,‭ ‬essi iniziarono ad interrogarsi sul valore intrinseco delle leggi e della morale,‭ ‬giungendo ad un sostanziale relativismo etico che riconosceva il valore delle norme morali solo in relazione alle usanze della città in cui ci si trova ad operare:‭ ‬la stessa areté‭ (‬virtù‭) ‬da loro insegnata si riduceva all'insieme delle norme e delle convenzioni riconosciute valide dai cittadini,‭ ‬alle quali il retore si deve adeguare per avere successo e buona fama.‭ ‬Tuttavia,‭ ‬bisogna considerare che non erano considerati‭ “‬cittadini‭” ‬le donne,‭ ‬gli stranieri‭ (‬meteci‭) ‬e gli schiavi.


L'età di Pericle fu dunque al tempo stesso l'età dello splendore e della crisi della polis,‭ ‬poiché coincise con la crisi dei valori tradizionali,‭ ‬di cui i sofisti furono protagonisti‭; ‬come scrive Mario Untersteiner,‭ ‬la sofistica è‭ «‬l'espressione naturale di una coscienza nuova pronta ad avvertire quanto contraddittoria,‭ ‬e perciò tragica,‭ ‬sia la realtà‭»‬.

‭ 

Il primo interesse dei sofisti è la rottura con la tradizione giuridica,‭ ‬sociale,‭ ‬culturale,‭ ‬religiosa,‭ ‬fatta di regole basate sulla forza dell'autorità e del mito‭ (‬e per questo motivo sono talvolta guardati come‭ "‬precursori dell'Illuminismo‭")‬,‭ ‬a cui veniva contrapposta una morale flessibile,‭ ‬basata sulla retorica.‭ ‬D'altra parte,‭ ‬la stessa retorica che essi insegnavano aveva un'enorme importanza per la vita civile nel regime democratico dell'epoca,‭ ‬il quale riconosceva a tutti i cittadini l'uguaglianza giuridica‭ (‬isonomia‭) ‬e la libertà di parola durante l'assemblea pubblica‭ (‬parresia‭)‬.


Il tramonto dell'aristocrazia segnò il tramonto di una mentalità,‭ ‬di un'epoca con le sue aspirazioni eroiche.‭ ‬Le eroiche lotte sostenute contro i Persiani,‭ ‬le nuove leggi e le nuove costituzioni crearono un grande senso di fiducia in se stessi.‭ ‬Nel pensiero dei sofisti si rispecchiano le esigenze delle àlacri classi borghesi,‭ ‬l'arrivismo degli uomini nuovi,‭ ‬l'irriverenza verso le tradizioni sacre ed il beffardo disprezzo del passato,‭ ‬le violente lotte fra città e città,‭ ‬la corsa sfrenata alle cariche politiche.


I sofisti.


Salvator Rosa,‭ ‬Protagora e Democrito

I sofisti erano considerati maestri di virtù che si facevano pagare per i propri insegnamenti.‭ ‬Per questo motivo essi furono aspramente criticati dai loro contemporanei,‭ ‬soprattutto da Platone e Aristotele,‭ ‬ed erano offensivamente chiamati‭ «‬prostituti della cultura‭»‬.


Ironicamente,‭ ‬i sofisti furono i primi ad elaborare il concetto occidentale di cultura‭ (‬paideia‭)‬,‭ ‬intesa non come un insieme di conoscenze specialistiche,‭ ‬ma come‭ "‬metodo di formazione‭" ‬di un individuo nell'ambito di un popolo o di un contesto sociale.‭ ‬Essi riscossero successo soprattutto presso i ceti altolocati.


La figura del sofista,‭ ‬come persona che si guadagna da vivere vendendo il proprio sapere,‭ ‬si pone come precursore dell'educatore e dell'insegnante professionista.‭ ‬Argomento centrale del loro insegnamento è la retorica:‭ ‬mediante il potere persuasivo della parola essi insegnavano la morale,‭ ‬le leggi,‭ ‬le costituzioni politiche‭; ‬il loro intento era di educare i giovani a diventare cittadini attivi,‭ ‬cioè avvocati o militanti politici e,‭ ‬per essere tali,‭ ‬oltre ad una buona preparazione,‭ ‬bisognava anche essere convincenti e saper padroneggiare le tecniche retoriche.


I sofisti,‭ ‬a differenza dei filosofi greci precedenti,‭ ‬non si interessano alla cosmologia e alla ricerca dell'archè originario,‭ ‬ma si concentrano sulla vita umana,‭ ‬diventando così i primi filosofi morali.‭ ‬Vengono distinte due generazioni di sofisti:


Sofisti della prima generazione:‭ ‬Protagora,‭ ‬Gorgia,‭ ‬Prodico e Ippia

Sofisti della seconda generazione:‭ ‬solitamente allievi dei primi,‭ ‬sono a loro volta distinguibili in:

Sofisti politici:‭ ‬Antifonte,‭ ‬Crizia,‭ ‬Trasimaco,‭ ‬Licofrone,‭ ‬Callicle,‭ ‬Alcidamante,‭ ‬Polo,‭ ‬l'Anonimo di Giamblico.


Sofisti della physis,‭ ‬si interessano del rapporto natura-uomo,‭ ‬spesso conducendo studi naturalistici:‭ ‬Antifonte,‭ (‬Ippia‭) ‬Eristi,‭ ‬portano all'esasperazione il metodo dialettico:‭ ‬Eutidemo e Dionisodoro,‭ ‬Eubulide di Mileto Altri:‭ ‬Seniade di Corinto,‭ ‬forse l'anonimo autore dei Dissoi logoi

Stando alle fonti,‭ ‬pare che anche il filosofo Aristippo sia stato un sofista prima di incontrare Socrate e unirsi a lui‭; ‬in particolare pare fosse allievo di Protagora e sappiamo per certo che diede lezioni di eloquenza a pagamento.‭ 


A questo proposito si racconta un aneddoto:‭ ‬protagonisti sono Aristippo e il padre di un suo alunno,‭ ‬il quale,‭ ‬contestando il prezzo troppo alto della retta annuale,‭ ‬gli avrebbe detto:‭ «‬Mille dracme‭? ‬Ma io con mille dracme ci compro uno schiavo‭!»‬,‭ ‬e Aristippo avrebbe risposto:‭ «‬E tu compralo questo schiavo,‭ ‬così ne avrai due in casa,‭ ‬questo e tuo figlio‭!»‬.


‭ 

A quanto pare Aristippo praticava tariffe differenziate in base alle capacità degli allievi,‭ ‬così che se uno di questi aveva la sfortuna di essere poco dotato la sua tariffa aumentava vertiginosamente,‭ ‬mentre se al contrario era particolarmente brillante e intuitivo la tariffa ammontava a poco più di‭ ‬1‭ ‬dracma,‭ ‬praticamente gratis.


Caratteri generali della sofistica.


Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio:‭ ‬Relativismo etico sofistico.

La sofistica,‭ ‬come detto,‭ ‬fu un movimento disomogeneo,‭ ‬e ogni sofista differiva dagli altri per interessi e posizioni personali.‭ ‬Tuttavia,‭ ‬è possibile riconoscere in questi autori alcuni caratteri comuni.


Centralità dell'uomo.‭ ‬I sofisti si interessarono prevalentemente di problematiche umane ed antropologiche,‭ ‬tanto che gli studiosi parlano di antropocentrismo sofistico.‭ ‬Essi approfondirono i temi legati alla vita dell'uomo,‭ ‬che venne analizzata soprattutto dal punto di vista gnoseologico‭ (‬ciò che l'uomo può conoscere e ciò che non può conoscere‭)‬,‭ ‬etico‭ (‬ciò che è bene e ciò che è male‭) ‬e politico‭ (‬il problema dello Stato e della giustizia‭)‬.‭ ‬L'essere umano veniva considerato a partire dalla sua condizione di individuo posto all'interno di una comunità,‭ ‬caratterizzata da determinati valori culturali,‭ ‬morali,‭ ‬religiosi e via dicendo.‭ ‬Essi insegnavano pertanto a osservare formalmente le leggi e le tradizioni della polis,‭ ‬così da diventare cittadini rispettati e di successo‭ – ‬quindi virtuosi.


Rottura con la‭ “‬fisiologia‭” ‬presocratica.‭ 


Come conseguenza del punto precedente,‭ ‬i sofisti in genere trascurarono le discipline naturalistiche e scientifiche,‭ ‬che invece erano state tenute in grande considerazione dai filosofi precedenti.‭ ‬Per questa ragione alcuni studiosi hanno definito‭ "‬cosmologica‭" ‬la filosofia precedente ed‭ "‬umanistico‭" ‬o‭ "‬antropologico‭" ‬il pensiero sofistico.‭ ‬In realtà,‭ ‬va precisato che tale generalizzazione è per certi versi limitativa,‭ ‬poiché ad essa fanno eccezione i casi di Ippia di Elide‭ (‬che,‭ ‬mirando ad un sapere enciclopedico,‭ ‬coltivò studi inerenti a vari campi scientifici,‭ ‬tra cui matematica,‭ ‬geometria e astronomia‭) ‬e Antifonte‭ (‬il quale,‭ ‬studioso dei testi ippocratici,‭ ‬fu esperto di anatomia umana ed embriologia‭)‬.


Relativismo ed empirismo.‭ ‬I sofisti concepivano la verità come una forma di conoscenza sempre e comunque relativa al soggetto che la produce e al suo rapporto con l'esperienza.‭ ‬Non esiste un'unica verità,‭ ‬poiché essa si frantuma in una miriade di opinioni soggettive,‭ ‬le quali,‭ ‬proprio in quanto relative,‭ ‬finiscono per essere considerate comunque valide ed equivalenti:‭ ‬si parla pertanto di relativismo gnoseologico.‭ 


Questo relativismo investe tutti gli ambiti della conoscenza,‭ ‬dall'etica alla politica,‭ ‬dalla religione alle scienze della natura‭ ‬.‭ ‬Dialettica e retorica.‭ ‬Le tecniche dialettiche dell'argomentare‭ (‬cioè dimostrare,‭ ‬attraverso passaggi logici rigorosi,‭ ‬la verità di una tesi‭) ‬e del confutare‭ (‬cioè dimostrare logicamente la falsità dell'antitesi,‭ ‬l'affermazione contraria alla tesi‭) ‬erano già state utilizzate da Zenone all'interno della scuola eleatica,‭ ‬ma fu soprattutto con i sofisti che esse si affermarono e si affinarono.‭ ‬La dialettica divenne una disciplina filosofica essenziale e influenzò profondamente la retorica,‭ ‬ponendo l'accento sull'aspetto persuasivo dei discorsi,‭ ‬fino a scadere nell'eristica.


Alla luce di tutto ciò,‭ ‬alcuni studiosi hanno voluto vedere nel movimento sofistico una sorta di‭ “‬illuminismo greco‭” ‬ante litteram,‭ ‬in quanto i miti e le credenze tradizionali vennero criticati e sostituiti con nozioni razionali:‭ ‬in altre parole la sofistica avrebbe in un certo senso anticipato alcuni motivi tipici di quel movimento culturale sviluppatosi in Europa nel XVIII secolo,‭ ‬l'Illuminismo appunto.


L'insegnamento.


Johann Friedrich Greuter,‭ "‬Socrate e i suoi studenti‭"‬,‭ ‬XVII secolo.‭ ‬Nell'Atene del V secolo era costume che i maestri tenessero lezione all'aperto,‭ ‬in piazza o sotto i portici

Con la comparsa dei sofisti nascono nuovi luoghi deputati all'insegnamento:‭ ‬le case dei cittadini più ricchi,‭ ‬le palestre pubbliche e le piazze,‭ ‬le quali includevano dei portici in cui i maestri potevano passeggiare con i loro discepoli o sedere in banchi dove potevano discutere.‭ 


In genere,‭ ‬la scelta del luogo in cui tenere lezione era legata al tipo di‭ "‬sapienza‭" ‬professata:‭ ‬Socrate,‭ ‬ad esempio,‭ ‬scelse la piazza pubblica per mostrare la sua disponibilità verso tutti i cittadini e il disinteresse per il denaro‭ – ‬e lo stesso faranno i cinici in epoca successiva‭ – ‬mentre gli accademici,‭ ‬i peripatetici e gli stoici preferiranno luoghi attrezzati con strumenti scientifici e biblioteche.‭ ‬D'altra parte,‭ ‬va ricordato ancora una volta che la sofistica non fu una scuola filosofica,‭ ‬bensì un movimento caratterizzato da un ampio e variegato dibattito interno.


Capisaldi dell'insegnamento sofistico sono:


L'insegnabilità della virtù:‭ ‬essendo i sofisti‭ "‬maestri di virtù‭"‬,‭ ‬il loro insegnamento si basava sulle strategie per conseguirla,‭ ‬con fini eminentemente utilitaristici‭; ‬non essendo infatti possibile conoscere il Bene in sé,‭ ‬l'educazione era volta a diffondere i valori più convenienti alla vita civile dell'individuo.‭ ‬Per questo motivo,‭ ‬essi si rivolsero non solo agli aristocratici,‭ ‬ma anche ai ceti emergenti che aspiravano al successo.


La retorica:‭ ‬i sofisti non furono degli scienziati,‭ ‬poiché non limitavano il campo del loro sapere ad una disciplina specifica‭; ‬piuttosto,‭ ‬per loro era importante il metodo di comunicazione,‭ ‬e per apprenderlo erano previsti due momenti,‭ ‬la dialettica e l'eristica:‭ ‬la prima consiste nell'arte di saper argomentare,‭ ‬la seconda nel saper vincere in una discussione.‭ ‬Il loro insegnamento abbracciava molte tematiche,‭ ‬e oltre alla morale si occuparono di problemi di diritto,‭ ‬ponendo la questione dell'esistenza o meno del diritto naturale‭ (‬physis‭) ‬e del suo rapporto col diritto positivo‭ ‬.

Per quanto riguarda le leggi e le norme i sofisti,‭ ‬spostandosi di città in città,‭ ‬si accorsero che ogni cultura ha diverse regole e leggi.‭ ‬Ciò fece sorgere in loro domande quali:


Ci sono regole uguali per tutti?In genere i sofisti propendono per il no,‭ ‬cioè per il relativismo etico.

Vi è una cultura superiore alle altre?Porre la domanda già equivale ad una critica delle tradizioni e ad una propensione per il relativismo culturale.‭ ‬La Seconda sofistica Lo stesso argomento in dettaglio:‭ ‬Seconda sofistica.


L'imperatore Adriano,‭ ‬in veste greca,‭ ‬offre un sacrificio ad Apollo‭ (‬Londra,‭ ‬British Museum‭)

Dopo il successo del V secolo a.C.,‭ ‬nel secolo successivo la sofistica vide un progressivo ridimensionamento della propria importanza,‭ ‬soprattutto a causa delle già menzionate critiche rivolte ai sofisti dai filosofi Platone e Aristotele,‭ ‬e dalle loro scuole.‭ 


Tuttavia,‭ ‬a partire dall'inizio del II secolo d.C.‭ (‬quindi a distanza di circa‭ ‬400‭ ‬anni‭) ‬si assiste,‭ ‬in piena età imperiale,‭ ‬ad una rinascita della sofistica,‭ ‬grazie a un movimento filosofico-letterario definito da Filostrato Seconda sofistica‭ (‬detta anche Nuova sofistica o Neosofistica,‭ ‬per differenziarla da quella antica‭)‬.‭ ‬Diversamente dalla sofistica del V secolo,‭ ‬però,‭ ‬la Seconda sofistica abbandona i temi di interesse filosofico ed etico‭ (‬come la divinità,‭ ‬la virtù e via dicendo‭)‬,‭ ‬per occuparsi esclusivamente di oratoria e retorica.‭ 


La Nuova sofistica si presenta così subito come un movimento di impronta essenzialmente letteraria,‭ ‬orientato allo studio e all'esercizio dell'oratoria e ben distante dall'impegno politico e culturale dei sofisti dell'età di Pericle.‭ ‬I nuovi sofisti mirano all'affermazione personale e al successo pubblico,‭ ‬cercando‭ (‬eccetto che in rari casi‭) ‬di ingraziarsi la simpatia e i favori dei potenti‭; ‬la loro produzione letteraria,‭ ‬improntata alla ricercatezza stilistica secondo lo stile del cosiddetto asianesimo,‭ ‬spazia attraverso vari generi:‭ ‬dialoghi,‭ ‬trattati,‭ ‬opere satiriche,‭ ‬novelle,‭ ‬fino a ben più leggere opere di intrattenimento,‭ ‬brani in cui veniva ostentata la propria bravura retorica.


Tra i vari autori di lingua greca che rientrano in questo fenomeno letterario,‭ ‬i più importanti sono:


Dione Crisostomo‭ («‬dalla bocca d'oro‭»)‬,‭ ‬vissuto tra I e II secolo,‭ ‬ricoprì varie cariche politiche e svolse la propria attività di retore e insegnante in Bitinia e a Roma,‭ ‬dove però fu condannato all'esilio;Erode Attico,‭ ‬tra i più importanti e rinomati,‭ ‬insegnante di retorica e amico dell'imperatore stoico Marco Aurelio,‭ ‬ricoprì vari incarichi nell'amministrazione pubblica romana,‭ ‬tra cui il consolato del‭ ‬143‭;‬Elio Aristide,‭ ‬allievo di Erode Attico,‭ ‬famoso soprattutto per le opere di onirocritica e per la sua devozione al dio Asclepio‭;

Luciano di Samosata,‭ ‬uomo vicino alla famiglia imperiale romana‭ (‬dinastia degli Antonini‭)‬,‭ ‬fu autore di vari scritti sui più disparati argomenti,‭ ‬nonché modello di purismo linguistico‭;

Flavio Filostrato,‭ ‬membro di una famiglia di celebri retori e sofisti,‭ ‬fu tra i più potenti letterati alla corte dei Severi.


Lungi dal concludersi con la fine del II secolo,‭ ‬la Seconda sofistica perdurò ancora nei secoli successivi.‭ ‬Tratti tipici di questo movimento sono rintracciabili in autori greci del IV secolo come Imerio,‭ ‬Libanio,‭ ‬Temistio e Sinesio,‭ ‬per giungere infine alla Scuola di Gaza‭ (‬V secolo‭)‬.


TRATTO Da scritti di I GRANDI CLASSICI‭ ‬-‭ ‬LATINI GRECI‭ ‬-

DA SCRITTI‭  ‬DI DIRITTO COSTITUZIONALE‭ ‬.CHE RINGRAZIO‭ ‬.‭ 

LA GIUSTIZIA SOCIALE ATTRAVERSO LE PAROLE .

 LA GIUSTIZIA SOCIALE ATTRAVERSO LE PAROLE‭ ‬. PRESENTAZIONE‭ ‬. LA MIA BIOGRAFIA‭ ‬. Giovanni Maffeo‭ ‬.‭ ‬in arte‭ ‬-‭ ‬Poetanarratore‭ ‬....